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martedì 19 maggio 2015

Servizio civile: cercansi 6.426 giovani

 Il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile ha emanato oggi un nuovo bando di progettazione per i volontari

Il Dipartimento della Gioventù e del Servizio Civile ha emanato oggi un nuovo bando di progettazione per complessivi 6.426 volontari, che scadrà alle ore 14 del 30 giugno prossimo. Il bando riguarda progetti di servizio civile nazionale per 3.516 posti, di servizio civile finanziato con Garanzia Giovani per 2.773 volontari e progetti destinati al servizio di accompagnamento dei grandi invalidi e dei ciechi civili per l’avvio di 137 volontari. Tutti vanno a recuperare posti non coperti negli ultimi bandi di progettazione e sia per gli enti regionali che nazionali permetteranno di presentare progetti solo nelle Regioni e Pubbliche Amministrazioni che hanno messo a disposizione questa possibilità. In allegato il bando da scaricare;Presentazione di progetti di Servizio Civile Nazionale per complessivi 6.426 volontari. Scadenza: ore 14,00 del 30 giugno 2015

lunedì 18 maggio 2015

NASpI, circolare INPS con le istruzioni

Requisiti per l'accesso alla NASpI, dettagli su presentazione domanda, calcolo e durata prestazione, casi partitcolari: circolare INPS sull'indennità che sostituisce l'ASpI dallo scorso primo maggio.

Tutte le precisazioni sui requisiti necessari per il diritto alla NASpI, calcolo e misura dell’indennità, presentazione della domanda: ecco tutte le istruzioni operative INPS sullaNASpI, l’assicurazione sociale per l’impiego introdotta dalla Riforma Ammortizzatori Sociali del Jobs Act che viene corriposta a coloro che perdono il lavoro a partire dallo scorso primo maggio.
Destinatari NASpI
Ecco i dettagli relativi ai requisiti necessari per ildiritto alla NASpI:
·         stato di disoccupazione ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera c del decreto legislativo 181/2000, n. 181 e successive modificazioni: lo stato di disoccupazione deve essere involntario, quindi derivare da licenziamento o dimissioni per giusta causa. Sono escluse quindi le dimissioni e le risoluzioni consensuali del rapporto di lavoro. Le dimissioni per giusta causa, che invece danno diritto alla NASpI, sono motivate dalle seguenti circostanze: mancato pagamento retribuzionemolestie sessuali sul luogo di lavoro, modificazioni peggiorative delle mansionimobbing, variazione delle condizioni di lavoro a seguito dicessione azienda, spostamento ad altra sede senza comprovate ragioni tecniche, comportamento ingiuioso del superiore gerarchico. E’ riconosciuto infine il diritto alla NASpI anche in caso di dimissioni durante il periodo tutelato di maternità ex articolo 55 Dlgs 151/2001 (da 300 giorni prima della data presunta del parto e fino al compimento del primo anno di vita del figlio). Attenzione: se la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro avviene nell’ambito della procedura di conciliazione prevista dall’articolo 1, comma 40, della legge 92/2012, davanti alla DTl (direzione territoriale del lavoro), il lavoratore ha diritto alla NASpI;
·         13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei quattro anni precedentil’inizio del periodo di disoccupazione: sono valide tutte le settimane con retribuzione non inferiore ai minimali settimanali (anche se non versata). Questo non vale per lavoratori addetti ai servizi domestici e familiari, operai agricoli, apprendisti (per cui continuano a valere le precedenti regole). Se il lavoratore ha alternato periodi di lavoro nel settore agricolo e non agricolo, i periodi sono cumulabili se nel quadriennio precedente risulta prevalente la retribuzione non agricola. Ecco infine le voci di contribuzione utili al diritto: contributi previdenziali versati durante il rapporto di lavoro subordinato, contributi figurativi accreditati per maternità obbligatoria se all’inizio dell’astensione risulta già versata o dovuta contribuzione e i periodi di congedo parentale purché regolarmente indennizzati e intervenuti in costanza di rapporto di lavoro, periodi di lavoro all’estero in paesi comunitari o convenzionati ove sia prevista la possibilità di totalizzazione, periodi di astensione dal lavoro per malattia dei figli fino agli otto anni di età nel limite di cinque giorni lavorativi nell’anno solare. Non si calcolano, invece: malattia e infortunio sul lavoro senza integrazione della retribuzione da parte del datore di lavoro, cassa integrazione straordinaria e ordinaria con sospensione dell’attività a zero ore, assenze per permessi e congedi fruiti dal lavoratore che sia coniuge convivente, genitore, figlio convivente, fratello o sorella convivente di soggetto con handicap in situazione di gravità;
·         30 giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione: si calcolano le giornate di effettiva presenza al lavoro a prescindere dalla durata oraria. I seguenti eventi determinato un allungamento dei 12 mesi (pari all durata dell’evento stesso): malattia e infortunio sul lavoro senza integrazione della retribuzione da parte del datore di lavoro, cassa integrazione straordinaria e ordinaria con sospensione dell’attività a zero ore, assenze per permessi e congedi fruiti dal lavoratore che sia coniuge convivente, genitore, figlio convivente, fratello o sorella convivente di soggetto con handicap in situazione di gravità, maternità, congedo parentale.
Calcolo NASpI
Qui c’è una differenza rispetto alla precedente ASpI: la base di calcolo è l’imponibile previdenziale degli ultimi quattro anni (non più degli ultimi due), divisa per le settimane di contribuzione e moltiplicata per il coefficiente 4,33. Per le frazioni di mese, il valore giornaliero dell’indennità si determina dividendo l’importo ottenuto con calcolo appena esposto per 30. Si considerano tutte le settimane, indipendentemente dal fatto che siano interamente o parzialmente retribuite.
Se la retribuzione mensile 2015 è inferiore a 1.195 euro mensili, l’indennità è pari al 75% della retribuzione. Per stipendi superiori, la NASpI è pari al 75% a cui si aggiunge il 25% del differenziale fra retribizione mensile e 1195. Dal quarto mese di fruizione, la NASpI si riduce del 3% ogni mese.
Tutte queste regole si applicano anche a soci lavoratori delle cooperative e personale artistico assicurati dal primo gennaio 2013. La prestazione è erogata per un numero di settimane pari alla metà delle settimane di contribuzione degli ultimi quattro anni (massimo24 mesi). Ci sono una serie di casi particolari, elencati con precisione nella circolare, relativi ai lavoratori che hanno già fruito di altri ammoritzzatori negli anni precedenti. A partire dal 2017, la durata massima della NASpI sarà di 78 settimane (18 mesi).
Presentazione domanda
E’ il lavoratore che deve presentare domanda all’INPS, in via telematica, entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto. Modalità di presentazione: sito INPS (ci vuole in PIN dispositivo), patronati, contact center integrato INPS INAIL (803164 da rete fissa e 06 164 164 da rete mobile).
L’indennità è riconosciuta a partire dall’ottavo giorno successivo alla cessazione se la domanda domanda è presentata entro otto giorni, o dal primo giorno successivo alla presentazione della domanda se è presentata dopo. Nei casi di maternità, malattia, infortunio sul lavoro, mancato preavviso, la NASpI è riconosciuto nello stesso modo di cui sopra, quindi o dall’ottavo giorno successivo (per domande presentato entro questo termine), o dal primo giorno successivo alla domanda. Infine, in caso di licenziamento per giusta causa, i 68 giorni per presentare la domanda decorrono dal 30esimo giorno successivo alla cessazione del rapporto: l’indennità viene poi corriposta cone le regole sopra esposte.
Importante: per gli eventi di disoccupazione che si sono verificati prima del primo maggio 2015, anche se la domanda viene presentata successivamente, il lavoratore percepirà l’ASpI, e non la NASpI.

La circolare INPS precisa poi tutte le regole relative all’incentivo all’autoimprenditorialità(possibilità di avere il trattamento in un’unica solzuioen per chi vuole avviare iniziative imprenditoriali), nuove attività lavorative in corso di prestazione, regime fiscale, istruzioni contabili. (Fonte: circolare INPS 94/2015).

venerdì 15 maggio 2015

Garanzia giovani, Tiraboschi: finora è un fallimento, tanti iscritti ma poche offerte di qualità

A un anno dal lancio dell’iniziativa europea, intervistiamo il professore direttore del centro “Marco Biagi” e coordinatore di Adapt, secondo il quale il bilancio in Italia è negativo: oltre l’80% dei ragazzi non ha ancora ricevuto proposte


Bruxelles – Poco più di un anno fa, il primo maggio 2014, in Italia veniva lanciata l’iniziativa europea Garanzia giovani. Secondo la Commissione europea, il progetto avrebbe dovuto “garantire che tutti i giovani di età inferiore ai 25 anni, iscritti o meno ai servizi per l’impiego” potessero ottenere “un’offerta valida entro 4 mesi dalla fine degli studi o dall’inizio della disoccupazione”. L’obiettivo, però, sembra ancora lontano, come testimonia in questa intervista il professor Michele Tiraboschi, direttore del Centro studi internazionali e comparati “Marco Biagi” dell’Università di Modena e Reggio Emilia e coordinatore del comitato scientifico di Adapt, associazione senza fini di lucro che promuove studi e ricerche nel mondo del lavoro.
A febbraio Adapt ha presentato un dossier dal titolo emblematico “Una garanzia che (ancora) non c’è”, nel quale si evidenziava che “solo il 3 per cento dei giovani presi in carico dai servizi competenti ha sin qui ricevuto una qualche forma di risposta in termini di lavoro o comunque di offerta formativa o di stage”. La situazione è ancora la stessa o qualcosa sta cambiando?
Negli ultimi mesi vi è stata una lieve crescita dei giovani ai quali è stata avanzata una proposta concreta, siamo intorno al 13% di coloro che si sono iscritti al piano. Purtroppo nell’ultimo report ministeriale questo dato è stato omesso e ci auguriamo che possa ricomparire nei successivi documenti. Questa crescita però non è assolutamente sufficiente, in quanto oltre l’80% di coloro che si sono iscritti non ha ricevuto proposte, e circa il 50% di loro non è stato ancora contattato. Per questo il giudizio non può che essere, in questa fase, negativo e non possiamo che sperare in una forte accelerata, pur difficile visti alcuni difetti sostanziali dell’attuazione del piano, come quello di appoggiarsi ad un sistema di intermediazione tra domanda e offerta di lavoro che non funziona.
Il capo della segreteria tecnica del ministro del Lavoro, Bruno Busacca, ha previsto che entro la fine del programma gli iscritti saranno fra i 700 e gli 800 mila. Il problema è che le risorse messe a disposizione dell’Italia, come spiegato dallo stesso Busacca, permettono di accontentare solo 550 mila persone. In che modo è possibile uscire da questa impasse ed evitare che i giovani disoccupati vengano delusi per l’ennesima volta?
In questo momento non ha molto senso reclamare più risorse, è urgente valutare e capire come sono state utilizzate quelle già disponibili. Come detto solo 90mila giovani su quasi 600mila hanno ricevuto proposte concrete, siamo ancora molto indietro dall’esaurire le risorse disponibili per cui mi concentrerei sulla dimensione qualitativa del piano e non su quella finanziaria. Guardando le offerte sul portale online di Garanzia giovani possiamo trovare di tutto, quasi sempre offerte che non sono adatte agli obiettivi del piano. Per cui se anche tutte le risorse (comprese ipotetiche risorse aggiuntive) fossero utilizzate per misure che poco hanno a che fare con i veri obiettivi del piano, questo non si dovrebbe considerare una “missione compiuta” ma una occasione sprecata.
È previsto un monitoraggio a lungo temine per capire se gli iscritti a Garanzia giovani troveranno davvero un lavoro di qualità grazie al progetto europeo?
E’ previsto sia un monitoraggio in corso d’opera, che viene diffuso settimanalmente dal Ministero del lavoro sul portale online di Garanzia giovani sia un monitoraggio che seguirà l’arco di tempo complessivo 2014-2018. Questo valuterà diversi aspetti del piano come l’efficacia delle misure nazionali e territoriali, dei servizi erogati e l’impatto sui giovani iscritti. Ricordiamo però che l’obiettivo del piano non è quello di trovare per forza un impiego al giovane che si iscrive ma di intervenire per aumentarne l’occupabilità. Una buona occupabilità può e dovrebbe portare ad un lavoro ma questo potrebbe avvenire al di fuori di Garanzia giovani, come nel caso, ad esempio, che tramite il piano europeo il giovani svolga un corso di formazione volto ad aumentare le proprie competenze.
Dopo aver consegnato il vostro report a Jyrki Katainen, avete ricevuto qualche risposta dal vicepresidente della Commissione europea?

Abbiamo ricevuto una conferma della ricezione e una richiesta di chiarimenti (e inoltro di ulteriore materiale di analisi) da parte della Corte dei conti europea. Ci auguriamo che il nostro lavoro possa essere utilizzato, insieme a tanti altri, per valutare in modo obiettivo l’andamento del piano in Italia e possa contribuire a risolvere gli ostacoli ancora presenti.

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venerdì 1 maggio 2015

GIUNTA COMUNE DI MILANO-FOCUS QUALITA'

La Giunta, organo di governo del Comune, è presieduta dal Sindaco ed è composta da un numero di assessori variabile in relazione alla popolazione del Comune; nei comuni con popolazione maggiore di 1.000.000 di abitanti non possono essere più di 16, come a Milano.
La Giunta collabora con il Sindaco nell'amministrazione del Comune e nell'attuazione degli indirizzi generali e politico – amministrativi del Consiglio, nei confronti del quale svolge attività propositiva e di impulso. Svolge una funzione di indirizzo, vigilanza e controllo politico amministrativo, non rientrando tra le sue competenze la funzione gestionale (salvo casi eccezionali di delega effettuata dal Sindaco nell'ambito delle sue competenze).
A norma dello Statuto del Comune di Milano, il Sindaco, in riferimento agli obiettivi e ai risultati complessivi cui è tesa l'azione amministrativa e secondo criteri dallo stesso disposti, conferisce agli Assessori gli incarichi in attuazione del principio della responsabilità politica. Si precisa che il modello organizzativo del Comune è stato definito indipendentemente dalle deleghe attribuite dal Sindaco agli Assessori. Si tende cioè a realizzare un'organizzazione che possa adattarsi a qualunque riparto di deleghe politiche nel rispetto degli interessi superiori del cittadino. Gli assessori svolgono unicamente un ruolo di indirizzo, vigilanza e controllo politico amministrativo.

GLI ASSESSORI. IL GIUDIZIO IL DEGLI UTENTI SULLA QUALITÀ  DEI SERVIZI   AI CITTADINI 


LEGGI La Giunta

La Voce degli Anziani : GIUNTA COMUNE DI MILANO-FOCUS QUALITA': La Giunta, organo di governo del Comune, è presieduta dal Sindaco ed è composta da un numero di assessori variabile in relazione alla pop...