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martedì 14 febbraio 2012

Fioroni ricorda a Profumo che sono altre le priorità della scuola

"Altolà del PD alla assunzione diretta dei docenti" (da Tutto scuola)

L'ex-ministro Fioroni ricorda a Profumo che sono altre le priorità della scuola
Le reazioni alla proposta di legge regionale per la chiamata diretta degli insegnanti da parte dei capi d’istituto, presentata dalla giunta regionale lombarda al ministro Profumo, sono quasi tutte di segno decisamente negativo.
Sul piano politico è netta la contrarietà del PD che attraverso la responsabile scuola, Francesca Puglisi, dopo aver dichiarato che la scuola “'non è materia sulla quale esercitare la fantasia o una cavia su cui fare esperimenti”, non ha esitato a giudicare la proposta, anche se sperimentale, “pura follia e incostituzionale”.
L’ex-ministro Fioroni, a sua volta, ha rivolto un’esortazione a Profumo, affinché “segua le priorità'' tra le quali non rientra certamente il reclutamento diretto degli insegnanti in Lombardia.
In una dichiarazione rilasciata all’ANSA, Fioroni ha detto: “'Lo dico con affetto e stima: il ministro Profumo è un vero vulcano, una ne fa e cento ne pensa, ma qualche volta forse è necessario riflettere sulle priorità e sul metodo che è anche sostanza”.
“Non abbiamo certezze sugli scatti degli insegnanti che con la crisi sono ancora più poveri e insicuri – ha continuato l’esponente del PD - il Governo non dà parere favorevole al trattare gli insegnanti come tutti gli altri dipendenti pubblici per la loro pensione. Di fronte a tutto ciò il ministro avvia intese per il reclutamento diretto in Lombardia. Ma quale reclutamento? Senza l'emendamento sulle pensioni la nostra scuola sarà sempre più vecchia.
Un nuovo reclutamento diretto in Lombardia mentre - sottolinea ancora l'ex ministro - si annuncia un nuovo concorso nazionale per i giovani sotto i 36 anni e mentre il Governo non ha ancora avuto la delega per il nuovo reclutamento e il Tesoro non ha sbloccato l'avvio del Tirocinio formativo attivo. Sono certo - conclude Fioroni - che Profumo vorrà seguire le priorità e comprendere che la scuola pubblica è quella italiana e non quella lombarda e che proclami e fughe in avanti servono solo ad alimentare false speranze e a creare contenziosi e proteste in una scuola che ha bisogno di avere serenità e discontinuità dal passato”.


da tuttoscuola.com
lunedì 13 febbraio 2012

DALL'ARCHIVIO DI TUTTOSCUOLA:

Pensioni docenti: i sindacati chiedono di ‘sanare l’ingiustizia’
Pensioni: niente vecchie regole per i prof
Milleproroghe: entrano solo neo-abilitati e in coda
Graduatorie: Profumo si rifugia in corner
Sì dell’A.Ge.S.C. alla chiamata diretta degli insegnanti
Apertura delle graduatorie: cosa faranno i sindacati scuola?
Da Cisl e Cgil un deciso no all’assunzione diretta dei docenti
Ocse: la dispersione è iniqua e danneggia l’economia
Profumo: Punto su autonomia ed edilizia
Reti territoriali. Perché?

mercoledì 8 febbraio 2012

L'effetto taglio non è ancora finito: a Milano a rischio 343 insegnanti

08-02-2012 Il Giorno Edizione Milano
– MILANO – Pensavate che i tagli al personale scolastico fossero finiti con il 2011? Non è così: 343 docenti rischiano di rimanere a casa dal prossimo anno scolastico. Sono i docenti “in esubero”, quegli insegnanti che a causa dell’avanzamento della riforma Gelmini perderanno la cattedra a settembre. Oppure saranno dirottati su altre tipologie di insegnamento, togliendo posti agli insegnanti precari. Il Ministero dell’Istruzione ha reso pubblico l’organico previsionale per il 2012-2013. A Milano e provincia sono 343 i professori a rischio, in Lombardia 822. Per lo più alle superiori.
L’applicazione della riforma Gelmini sta per raggiungere il terzo anno di scuola secondaria di secondo grado, riducendo ulteriormente gli orari per alcune classi di concorso (insegnamenti) e aumentando i docenti in soprannumero. Se nelle scuole medie milanesi saranno solo 14, alle superiori salgono a 329. Gli insegnamenti destinati a perdere più posti sono quelli tecnico-pratici: i docenti che assistevano i colleghi di teoria nello svolgimento dei laboratori. I più colpiti sono elettronica (49), meccanica tecnologica (41) e fisica atomica (27). Stesso destino per le discipline che la riforma ha cancellato, come dattilografia e stenografia (27). In esubero anche insegnamenti come disegno e storia dell’arte (19), lingua tedesca (16) e latino-greco (15). Per tutti si prospetterà una mobilità forzosa in altre scuole, anche di altre province e, in caso di mancanza di cattedre libere, fuori regione. Oppure l’assegnazione a discipline diverse.
«In Lombardia e in particolare a Milano abbiamo docenti che perdono il posto – nota Leonardo Donofrio, del sindacato Iuniscuola – a fronte di classi con sempre più alunni. Anche se parte di questi esuberi potrebbe venire riassorbita grazie ai prossimi pensionamenti, ci si troverà con docenti in servizio da 20 anni su una determinata disciplina costretti a riciclarsi su altri insegnamenti».Lu.Sa.
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