Associazione Istruzione Unita Scuola-Sindacato Autonomo Sede Nazionale: Via Olona n.19-20123 Milano Info :3466872531











venerdì 30 novembre 2012

EX APREA, SE IL PD LA ABBANDONA LO SI DEVE A PROF E STUDENTI

Che il Pd stia approdando a più miti consigli a proposito dell'ex ddl Aprea, ex pdl 953, ora ddl 3542 è apparso definitivamente chiaro in una bella assemblea di qualche giorno fa al liceo Amaldi di Roma, a cui ho partecipato con Giovanni Bachelet (deputato del Pd) e Vito Meloni (responsabile scuola
di Rifondazione Comunista).

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domenica 11 novembre 2012

GIORGIO GUAITI:"La vita è una schiscetta"

 
                 INGRESSO GRATUITO
Avventure di ogni giorno raccontate anche in milanese

di Giorgio Guaiti

Sabato 17 Novembre - ore 16:00
Via Clerici, 10 - Milano
Circolo Filologico Milanese


Oltre all'Autore, sarà presente Alma Brioschi,
"anima inossidabile" del Circolo Filologico,
che ha curato la traduzione in milanese dei racconti di Giorgio Guaiti
raccolti nel volume.

Trama
In casa, per strada, al bar, sul balcone, in metropolitana, in ufficio... le storie che, con leggerezza e un pizzico di ironia, racconta Giorgio Guaiti sono quelle che appartengono alla vita di ogni giorno in città; a Milano e non soltanto a Milano, poiché, in fondo, farmacie, supermercati, impiegati, motociclisti... esistono dovunque e i "guai" della gente sono sempre gli stessi, anche in barba allo scorrere del tempo; e la vita - come recita il titolo - è come una "schiscètta", piena di piccole cose più o meno buone. Il volume raccoglie una quarantina di "avventure e sventure" quotidiane, scorci meneghini catturati con la spensieratezza e, nello stesso tempo, l'acume di chi vede l'universale nel particolare, e ha per questo il gusto delle cose anche minime, semplici e concrete. Ciascun racconto è corredato della relativa traduzione in milanese realizzata, da Alma Brioschi, che insegna la "lengua milanesa" al Circolo Filologico Milanese, la prestigiosa istituzione culturale meneghina con il contributo della quale il volume stesso ha preso forma. E c'è una sorpresa finale: quattro racconti sono tradotti anche in latino, un po' per sfizio e un po' per dimostrare quanto dell'antica lingua dell'Impero è rimasto nel dialetto della città e per offrire, a chi la vuole cogliere, una (rara) occasione di verificarlo.
PER SAPERNE DI PIU, CLICCA QUI

lunedì 3 settembre 2012

Regole per assunzione di professionisti stranieri

Dallo scorso 8 agosto le regole di ingresso in Italia per lavoro da parte dei professionisti extra-Ue hanno subito qualche modifica.
Da tale data, infatti, in attuazione della direttiva 2009/50/CE, è in vigore anche nel nostro Paese la Carta Blu, un nuovo permesso di soggiorno realizzato appositamente per quei cittadini extra comunitari che intendono svolgere lavori altamente qualificati. Grazie alla Carta Blu i lavoratori possono entrare in Italia senza vincoli delle quote di ingresso, e per periodi di tempo superiori ai tre mesi.Vediamo di comprendere cosa si intende per “lavori altamente qualificati” e in che modo i cittadini stranieri residenti fuori dalla UE possano richiedere il nulla osta al lavoro. In merito al primo quesito, il dlgs 108/2012 ha apportato significative innovazioni al precedente dlgs. 286/1998 (il Testo Unico Immigrati) introducendo all’articolo 27-quater la previsione di lavoratori altamente qualificati, e considerando come tali quelli in possesso di un titolo di istruzione superiore rilasciato dall’autorità competente nel Paese dove è stato conseguito, che attesti il completamento di un programma di istruzione superiore post-secondaria di durata almeno triennale, e una relativa qualifica professionale superiore, e in possesso dei requisiti di cui al d. lgs. 206/2007 per l’esercizio delle professioni regolamentate.La qualifica professionale superiore deve essere attestata dal Paese di provenienza, e deve essere riconosciuta in Italia, oltre a rientrare nei “livelli 1, 2 e 3 delle classificazioni Istat delle professioni CP2011”, ovvero legislatori, imprenditori, alta dirigenza, professioni intellettuali scientifiche e di elevata specializzazione, o professioni tecniche.Una volta soddisfatte le condizioni per poter essere meritoriamente definiti come “lavoratori altamente qualificati”, i cittadini extra-comunitari dovranno altresì dimostrare - all’atto della presentazione della domanda di nulla osta al lavoro - che l’importo della retribuzione non sia inferiore al triplo del livello minimo previsto per l’esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria (in altri termini, 24.789 euro, ovvero 8.263 moltiplicato per tre), il proprio ingresso sia finalizzato all’esercizio di prestazioni lavorative da svolgersi per conto o sotto la direzione/coordinamento di un’altra persona fisica o giuridica, e che possa essere allegata una proposta di contratto o un’offerta vincolate di lavoro altamente qualificato della durata di almeno un anno.
di Roberto Rais - Venerdì 31 Agosto 2012 By PMI.it

lunedì 16 luglio 2012

Lavoro, troppe carenze nel Sud*

Se il precariato dilaga e la recessione penalizza sempre più il lavoro dipendente, è chiaro che la partita contro la crisi non è affatto chiusa. I risultati emersi dal 1° report sul mercato del lavoro nel Cosentino, relativo al primo trimestre 2012 e realizzato da Provincia e Formez PA con l’impegno dell'osservatorio locale, inducono a una attenta riflessione. Evitando facili rassegnazioni, è il momento di rimboccarsi le maniche e di lavorare per dare risposte positive.
Certo, le assunzioni a tempo indeterminato diventano sempre più un miraggio, con il consistente calo registrato nel primo trimestre di quest’anno, -31% circa, a cui fa da contraltare l’incremento dei contratti a termine, pari al 21%. Mentre l’analisi territoriale sul rapporto tra avviamenti e cessazioni, ovvero la capacità di surrogare i contratti vecchi con i nuovi, conferma l’avanzata dell’occupazione temporanea, più accentuata in talune zone.
L’indagine, realizzata nell’ambito del progetto “Sviluppo di osservatori sui mercati del lavoro”, che ha l’obiettivo di approfondire e descrivere le peculiarità del mercato e di lanciare nuove strategie di crescita, evidenzia determinati fattori emblematici di quanto sta avvenendo nel Sud: le donne, ad esempio, restano le più penalizzate in quanto solo il 37,94% ha un contratto a tempo indeterminato mentre la percentuale è in aumento per gli uomini (62,02%).
In difficoltà anche la popolazione tra i 20 e i 24 anni: se da un lato infatti registra una crescita di occupazione pari a circa il 10% rispetto al primo trimestre 2011, solo il 10,74% ha un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Mentre il 27,11% di occupati a tempo indeterminato ha più di 46 anni e il 62,15% è compreso nella fascia tra i 25 e i 45 anni. A dimostrazione del fatto che non sempre c’è un collegamento tra domanda e offerta, tra studi e competenze sviluppate negli istituti professionali e nelle università e le esigenze del territorio per via della formazione di profili poco richiesti dalle imprese locali che spesso costringono i giovani a trasferirsi.
Inoltre il focus sull’apprendistato contenuto nel report individua un mercato concentrato nell’area della città di Cosenza, con il 44% degli avviamenti, e con prevalenza maschile (62,35% per quanto concerne gli uomini e 37,65% per quanto riguarda le donne).
Fredde cifre, senz’altro, ma inconfutabili. Utili a introdurre alcune questioni da affrontare.
Tra i settori esaminati, c’è da dire che l’artigianato e il turismo hanno retto bene in questo difficile momento, ma a pagare il prezzo più alto sono state soprattutto le piccole industrie. Difficile per loro è stato reggere il passo della competizione globale e la mancanza di un mercato interno.
Insomma, se non vi saranno azioni per il rinnovo e l’ampliamento attraverso gli investimenti e la ricerca di risorse umane che possano dare nuova linfa alle aziende, il meridione resterà ancora indietro, continuerà a scontrarsi con i cronici ritardi e con le note carenze di infrastrutture, principalmente in settori quali l’edilizia, il turismo, l’ambiente e i trasporti.
L’obiettivo a questo punto diventa quello di perseguire nuove e più efficaci politiche per il lavoro. Sicuri che non mancherà l’impegno da parte del Formez e di tutti quegli enti territoriali che, nel corso del workshop di presentazione della ricerca tenutosi presso l’assessorato al lavoro della Provincia di Cosenza, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per lo scambio di dati e di esperienze.
di FABIO RANUCCI*

Consulta il report
Fonte FORMEZ.pa

martedì 10 luglio 2012

Bando per assistente tecnico area AR15 e area AR02





Istituto Sperimentale Rinascita – A. Livi di Milano- Bando assistente tecnico-Scadenza 20 luglio 2012




Avviso di pubblicazione del Bando per l’individuazione di un assistente tecnico area AR15 e uno area AR02 presso l’Istituto Sperimentale Rinascita – A. Livi di Milano


Per visionare e/o stampare la copia dei Bandi di concorso e gli allegati Clicca QUì







lunedì 9 luglio 2012

Caro Ministro, il 30 agosto la aspetto tra noi precari disoccupati

Caro Ministro Francesco Profumo
con questa lettera aperta
(che ho inviato tramite mail alla sua Segreteria particolare, al Capo della segreteria e al Capo di Gabinetto) vorrei invitarla il 30 agosto all’Ufficio scolastico provinciale di Cremona dove ancora una volta centinaia di persone necessarie alla scuola pubblica, elemosineranno, un posto di lavoro dopo essere state licenziate il 30 giugno.
Da qualche giorno, infatti, io per lo Stato italiano, caro Ministro, sono il numero 1002989 ovvero il numero della mia pratica di disoccupazione. Questa cifra l’ho appeso al petto, proprio come il 124 che è il numero che ho nella graduatoria. Per lo Stato sono sempre un numero. Siamo solo questo noi insegnanti precari che ogni anno ci ritroviamo il 30 agosto a sapere se avremo un posto di lavoro il 1 settembre.
Forse lei non si rende conto caro Ministro ecco perché la invito a condividere con noi questo momento. Non basta, infatti, mostrarsi in tv accanto ai maturandi: venga anche con noi insegnanti precari, perché anche noi facciamo parte della scuola.
Anzi come lei sa e come ha scritto l’ultimo rapporto di
Tuttoscuola “la nostra mancata assunzione, nella maggior parte dei casi, dipende dalla non coincidenza tra organico di diritto e organico di fatto. Il primo (di diritto) è quello ufficiale che individua chiaramente posti e classi con determinazione puntuale del personale da utilizzare; il secondo (il fatto) è la situazione vera e reale del fabbisogno di classi e posti con effettiva individuazione all’inizio dell’anno scolastico di tutto il personale per garantire il servizio. E la differenza ogni anno tra diritto e fatto è notevole. Ma, mentre sui posti di diritto, può andare solo il personale titolare (quasi tutto di ruolo), succede che sui posti di fatto in più vadano soltanto i precari. Il costo che la scuola sostiene ogni anno è quello di fatto, non quello di diritto” .
E allora perché, caro Ministro, non infrangere questo tabù e stabilizzare tutto il personale? Forse perché due mesi di disoccupazione, senza certezze per le persone, fanno risparmiare? Perché non è possibile avere a luglio l’organico di fatto e lasciare con il cappio al collo 116.973 persone (dato 2010/2011)?
Signor ministro, chi le scrive, ha ammirato molte sue scelte (dalla “Scuola in chiaro” al prendere in mano le nuove indicazioni per il curriculo) ed è convinto che lei possa fare meglio dei predecessori Gelmini, Fioroni, Moratti ma il suo Ministero non può non fare i conti con noi precari.
Il 30 agosto io la aspetto a Cremona, venga con me e tra i colleghi che arrivano da Palermo e Napoli, con la valigia in mano, senza sapere dove andrà a finire la loro vita. Non abbia vergogna, come l’avevano i ministri che l’hanno preceduta, di dire ai genitori che la scuola italiana è fatta di persone con esistenze precarie.









venerdì 6 luglio 2012

Farmacie comunali: dal 1° luglio prezzi scontati per i prodotti dell’infanzia




Si chiama "Baby Pass" la nuova campagna volta alla riduzione dei prezzi dei prodotti per la prima infanzia presso le farmacie comunali.
L'inziativa, che si svolge dal 1° luglio al 31 dicembre 2012, scaturisce da un
protocollo d'intesa firmato dal Ministro per la Cooperazione internazionale e l’Integrazione, da ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) e A.S.So.Farm (Federazione delle Farmacie Comunali) ed è volta al riallineamento dei prezzi ai livelli europei.
Tutti i soggetti coinvolti sono impegnati a diffondere la campagna e a raccogliere il maggior numero di adesioni,coinvolgendo anche le aziende produttrici e stimolando di riflesso analoghe azioni anche nelle farmacie private.
Obiettivo dell'intevento, è quello di andare incontro alle esigenze delle famiglie con figli piccoli che, visto l’attuale momento di crisi, vivono condizioni di disagio economico
.
Per informazioni:Ministro per la Cooperazione Internazionale e l'Integrazione

lunedì 4 giugno 2012

Disoccupazione da record in Italia: nuovo primato ad aprile (10,2%) soprattutto tra i giovani. I dati ISTAT 2012 su occupazione, disoccupazione e inattivita
Fonte PMI

Disoccupazione in Italia:ad aprile tasso da record 10,2%
Nuovo allarme disoccupazione in Italia: l’ISTAT ha rilasciato i dati 2012 relativi all’ultimo trimestre e dell’ultimo mese, per nulla rosei.
La disoccupazione ad aprile ha raggiunto quota 10,2% (+0,1% su marzo e +2,2% sullo stesso mese del 2011) il dato più alto da gennaio 2004 ovvero da quando l’Istat ha dato il via alle analisi mensili.
Con riferimento al trimestre, il tasso di disoccupazione è arrivato al 10,9%, il dato più alto rilevato dal primo trimestre del 2000.
E l’allarme lavoro, ancora una volta, riguarda soprattutto i giovani 15-24enni: il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 35,2% (+7,9% sul 2011 ma in diminuzione del -0,8% su marzo). In pratica, più di un giovane su tre non ha occupazione e in tutto sono 611 mila quelli in cerca di impiego.

Gli occupati, invece, ad aprile erano 22.953 mila, un dato in flessione del -0,1% (-28 mila unità) su marzo, in particolar modo per quanto riguarda l’occupazione maschile, ma in crescita su base annua: +0,1% per un aumento di 23 mila unità.
In generale, il tasso di occupazione arriva a quota 57,0%, senza variazioni in termini congiunturali ma in aumento del +0,2% su base tendenziale.
Infine gli inattivi di età compresa tra i 15 e i 64 anni diminuiscono scendono a -0,1% tra marzo e aprile, mentre il tasso di inattività in questo intervallo rimane invariato al 36,6%.

domenica 8 aprile 2012

Disoccupazione record in Italia: oltre la soglia del 9%

Le rilevazioni ISTAT di febbraio registrano un tasso di disoccupazione da record dal 2004 in Italia: 9,3% con punte drammatiche per giovani e donne, soprattutto nel Mezzogiorno
In Italia tasso di disoccupazione ha raggiunto livelli mai visti dal gennaio 2004, con un ulteriore incremento dello 0,2% rispetto a gennaio 2012 e del 1,2% su base annua.A rilevarlo è l’ISTAT, che attraverso le stime provvisorie calcola un numero di disoccupati nel mese di febbraio di 2,354 milioni (9,3%)Una cifra enorme, ancora più drastica se si considerano le serie trimestrali secondo le quali il dato attuale rappresenta un record dal terzo trimestre del 2000.I problemi maggiori sono riscontrati dai giovani, che nella fascia di età da 15 a 24 anni segnano un 31,9%, in aumento di 0,9 punti percentuali rispetto a gennaio 2012 e di 4,1 punti su base annua.
In particolare, in questa fascia, sono le
donne del Mezzogiorno le più penalizzate, con un tasso di disoccupazione nel quarto trimestre del 2011 pari al 49,2% in base a dati non destagionalizzati. Solo nel mese di febbraio 2012, rispetto al mese precedente, il numero di donne occupate è sceso di 44 mila unità.Inoltre l’analisi delle statistiche trimestrali registrano una flessione nel numero di occupati a tempo pieno (-0,8%, ovvero -148.000 unità), trainata da un calo dell’occupazione dipendente a carattere permanente e quella autonoma full time.Al contrario, gli occupati a tempo parziale continuano a crescere (+4,7%, +166.000 unità), con il particolare fenomeno del part-time involontario, come sottolinea l’ISTAT, ovvero non dovuto all’esigenza del lavoratori di conciliare lavoro e vita familiare.
Fonte PMI

giovedì 29 marzo 2012

Napolitano: "Basta giovani sfruttati"

Dal Colle appello alle parti sociali.
Art 18, Vendola: da Monti bugie.
Camusso: se lo dice il Paese la controriforma non passerà.
Alfano: temiamo l'influenza dell'area di estrema sinistraroma
Basta giovani precari e sfruttati: è il monito che arriva dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che parlando della riforma del mercato del lavoro punta il dito sulla condizione delle giovani generazioni e chiede «l’impegno» di tutti, «delle istituzioni e delle organizzazioni sindacali» per contrastare «la piaga della disoccupazione, che colpisce in primo luogo donne e giovani».

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martedì 14 febbraio 2012

Fioroni ricorda a Profumo che sono altre le priorità della scuola

"Altolà del PD alla assunzione diretta dei docenti" (da Tutto scuola)

L'ex-ministro Fioroni ricorda a Profumo che sono altre le priorità della scuola
Le reazioni alla proposta di legge regionale per la chiamata diretta degli insegnanti da parte dei capi d’istituto, presentata dalla giunta regionale lombarda al ministro Profumo, sono quasi tutte di segno decisamente negativo.
Sul piano politico è netta la contrarietà del PD che attraverso la responsabile scuola, Francesca Puglisi, dopo aver dichiarato che la scuola “'non è materia sulla quale esercitare la fantasia o una cavia su cui fare esperimenti”, non ha esitato a giudicare la proposta, anche se sperimentale, “pura follia e incostituzionale”.
L’ex-ministro Fioroni, a sua volta, ha rivolto un’esortazione a Profumo, affinché “segua le priorità'' tra le quali non rientra certamente il reclutamento diretto degli insegnanti in Lombardia.
In una dichiarazione rilasciata all’ANSA, Fioroni ha detto: “'Lo dico con affetto e stima: il ministro Profumo è un vero vulcano, una ne fa e cento ne pensa, ma qualche volta forse è necessario riflettere sulle priorità e sul metodo che è anche sostanza”.
“Non abbiamo certezze sugli scatti degli insegnanti che con la crisi sono ancora più poveri e insicuri – ha continuato l’esponente del PD - il Governo non dà parere favorevole al trattare gli insegnanti come tutti gli altri dipendenti pubblici per la loro pensione. Di fronte a tutto ciò il ministro avvia intese per il reclutamento diretto in Lombardia. Ma quale reclutamento? Senza l'emendamento sulle pensioni la nostra scuola sarà sempre più vecchia.
Un nuovo reclutamento diretto in Lombardia mentre - sottolinea ancora l'ex ministro - si annuncia un nuovo concorso nazionale per i giovani sotto i 36 anni e mentre il Governo non ha ancora avuto la delega per il nuovo reclutamento e il Tesoro non ha sbloccato l'avvio del Tirocinio formativo attivo. Sono certo - conclude Fioroni - che Profumo vorrà seguire le priorità e comprendere che la scuola pubblica è quella italiana e non quella lombarda e che proclami e fughe in avanti servono solo ad alimentare false speranze e a creare contenziosi e proteste in una scuola che ha bisogno di avere serenità e discontinuità dal passato”.


da tuttoscuola.com
lunedì 13 febbraio 2012

DALL'ARCHIVIO DI TUTTOSCUOLA:

Pensioni docenti: i sindacati chiedono di ‘sanare l’ingiustizia’
Pensioni: niente vecchie regole per i prof
Milleproroghe: entrano solo neo-abilitati e in coda
Graduatorie: Profumo si rifugia in corner
Sì dell’A.Ge.S.C. alla chiamata diretta degli insegnanti
Apertura delle graduatorie: cosa faranno i sindacati scuola?
Da Cisl e Cgil un deciso no all’assunzione diretta dei docenti
Ocse: la dispersione è iniqua e danneggia l’economia
Profumo: Punto su autonomia ed edilizia
Reti territoriali. Perché?

mercoledì 8 febbraio 2012

L'effetto taglio non è ancora finito: a Milano a rischio 343 insegnanti

08-02-2012 Il Giorno Edizione Milano
– MILANO – Pensavate che i tagli al personale scolastico fossero finiti con il 2011? Non è così: 343 docenti rischiano di rimanere a casa dal prossimo anno scolastico. Sono i docenti “in esubero”, quegli insegnanti che a causa dell’avanzamento della riforma Gelmini perderanno la cattedra a settembre. Oppure saranno dirottati su altre tipologie di insegnamento, togliendo posti agli insegnanti precari. Il Ministero dell’Istruzione ha reso pubblico l’organico previsionale per il 2012-2013. A Milano e provincia sono 343 i professori a rischio, in Lombardia 822. Per lo più alle superiori.
L’applicazione della riforma Gelmini sta per raggiungere il terzo anno di scuola secondaria di secondo grado, riducendo ulteriormente gli orari per alcune classi di concorso (insegnamenti) e aumentando i docenti in soprannumero. Se nelle scuole medie milanesi saranno solo 14, alle superiori salgono a 329. Gli insegnamenti destinati a perdere più posti sono quelli tecnico-pratici: i docenti che assistevano i colleghi di teoria nello svolgimento dei laboratori. I più colpiti sono elettronica (49), meccanica tecnologica (41) e fisica atomica (27). Stesso destino per le discipline che la riforma ha cancellato, come dattilografia e stenografia (27). In esubero anche insegnamenti come disegno e storia dell’arte (19), lingua tedesca (16) e latino-greco (15). Per tutti si prospetterà una mobilità forzosa in altre scuole, anche di altre province e, in caso di mancanza di cattedre libere, fuori regione. Oppure l’assegnazione a discipline diverse.
«In Lombardia e in particolare a Milano abbiamo docenti che perdono il posto – nota Leonardo Donofrio, del sindacato Iuniscuola – a fronte di classi con sempre più alunni. Anche se parte di questi esuberi potrebbe venire riassorbita grazie ai prossimi pensionamenti, ci si troverà con docenti in servizio da 20 anni su una determinata disciplina costretti a riciclarsi su altri insegnamenti».Lu.Sa.
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martedì 31 gennaio 2012

Fornero:la disoccupazione è la mia primapreoccupazione.E sulle pensioni non si può tornare indietro


By Il Sole 24 Ore
Fornero: la disoccupazione è la mia prima preoccupazione. E sulle pensioni non si può tornare indietro La disoccupazione "è la mia principale preoccupazione": lo afferma il ministro del Lavoro, Elsa Fornero a margine di una audizione alla Camera. «Vorrei che la gente lavorasse.
La riforma del mercato del lavoro - aggiunge - la pensiamo per aumentare
l'occupazione». ...
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sabato 28 gennaio 2012

E i precari restano senza lavoro





L’inutilità dei collaboratori e dei vicari “scelti” e “retribuiti a forfait” dai presidi col fondo d’istituto

C'è disordine nelle scuole? Sì, c’è disordine.
Certamente a causa del forsennato taglio delle risorse (oltre 8 miliardi di euro), che ha portato al licenziamento di circa 140.000 lavoratori (docenti, personale amministrativo e collaboratori scolastici), e alla polverizzazione dei fondi d’istituto (che finiscono nelle tasche di determinati “privilegiati”).
A subirne le conseguenze, purtroppo negative, sono stati e sono gli studenti, sovente lasciati alla deriva all’interno delle scuole o addirittura, con riduzione dell’orario delle attività didattiche (che non può essere affatto ridotto), mandati a casa anzitempo, avendo assunto il dirigente scolastico “l’iniziativa” (finalizzata a “sollevarsi da sé” da oggettive responsabilità anche penali) di far firmare ai genitori degli alunni (data la minore età dei loro figli) una dichiarazione con la quale affermano di essere a conoscenza e consapevoli – “accettano” e “acconsentano” – che i loro figli escano dalla scuola nel caso in cui l’ultima o le ultime due ore di lezione, assente l’insegnante di classe, non possono essere coperte da nessun altro insegnante. Emerge, in un momento in cui la scuola ha assoluto bisogno di iniziative risolutive della crisi che pesantemente da anni l’attraversa, la questione dell’indennità di funzione superiore ai vicari dei dirigenti scolastici. Peraltro nemmeno obbligatoriamente previsti dal Contratto collettivo nazionale di lavoro. E anzi addirittura non necessari nelle scuole che si “avvalgono” della costante presenza – si tratta di un preciso e non eludibile dovere – del dirigente scolastico. Chi ha vera e puntuale conoscenza dei molteplici aspetti che purtroppo caratterizzano negativamente parecchie scuole – fatte le dovute eccezioni, e sono molte le scuole che, pur nelle condizioni di disagio che caratterizzano l’intero sistema scolastico, si distinguono positivamente –, non può, da solo, che rammaricarsi e chiedere – come ha fatto rivolgendosi a Polibio – di occuparsi di una questione che appare paradossale, assurda, inopportuna, disdicevole e sconveniente.
E Polibio, che si avvale soprattutto di fonti primarie e di testimonianze anche documentate, ha accolto linvito.
(Polibiopolibio.polibio@hotmail.it
Ci sono i dirigenti scolastici stranamente assenti. Vicari e collaboratori dei presidi che, pur non potendolo fare, si allontanano dalla classe per occuparsi di questioni che attengono al preside che magari è assente (chissà perché?) dalla scuola, e la didattica va a ramengo. In cambio, pur non essendo affatto necessari, ma non mancano le nomine per “simpatia” e per “comparato”, dall’aver “collaborato” incassano “compensi” addirittura “generosi”. Migliaia di scuole sottodimensionate, con meno di 500 e addirittura con meno di 300 alunni, hanno visto, durante molti anni, il dirigente scolastico affiancato da due collaboratori da lui “individuati”.
Accade che il vicario di una scuola sottodimensionata “riceve” per la “collaborazione” 3.000 euro. Soprattutto se il dirigente scolastico abita in un comune alquanto distante e magari di un’altra provincia. Cento e anche più chilometri al giorno per l’andata e altrettanti per il ritorno “sono molti”, e allora si diradano le “visite” nel comune nel quale si trova la scuola da dirigere. E c’è anche chi le “visite” le dirada alquanto, cosicché il “vicario” (con o senza il secondo “collaboratore ufficiale” del dirigente scolastico a distanza) sostituisce il “preside-padrone” e si trasforma in “vicario-preside-padrone”.
Non sono mancati coloro che fanno incetta, addirittura “segnalandosi in tutta segretezza”, di incarichi retribuiti. D’altra parte, se il dirigente scolastico risiede in un comune alquanto distante da quello della scuola nella quale, adempiendo il loro dovere, deve svolgere la propria funzione, e non si presenta giorno dopo giorno a scuola, “lascia” al vicario il piano operativo. E decide come crede. Pur senza indicare gli istituti scolastici, Polibio riferirà episodi di sua (e non soltanto di sua) personale conoscenza (le fonti, primarie o secondarie che siano, sono sempre utili).
Altro che “indennità di funzione superiore per il docente vicario”! La questione riguarda esclusivamente i dirigenti scolastici, la costante presenza e le assenze dei dirigenti scolastici. Ed è significativo che a segnalare a Polibio le sregolatezze di un sistema ormai alquanto contorto sia stata, con un suo scritto, una persona che, lavorando “in segreteria” (ovviamente negli uffici dell’amministrazione della scuola), ha diretta conoscenza di aspetti e di fenomeni che, in mancanza di interventi riparatori e di recupero della correttezza, manderanno in ulteriore rovina il sistema scolastico già parecchio sconvolto dall’epocale disastrosa riforma assunta a suo “vanto” dall’ex ministro Mariastella Gelmini.
La persona che ha scritto a Polibio ha nella sostanza confermato ciò che a Polibio non è risultato del tutto nuovo. “I vicari sono nominati dal D.S., giusto? Sollevate il problema dei criteri; la maggior parte di loro, se non tutti, sappiamo che sono nominati per simpatia e comparati!!!! Non ci nascondiamo dietro il dito! Tantissimi non sono neppure laureati, ma entrati nelle grazie del D.S. non si guardano né le competenze né le conoscenze (lasciamo da parte la laurea)”.
Proseguendo, così scrive: “Cari sindacati, cercate ogni tanto di guardare le cose come stanno e non solo ciò che vi conviene. Il mio vicario” – intendo quello della scuola in cui chi scrive lavora “in segreteria”, nominato dal dirigente scolastico – “tutto l’anno è in malattia e, guarda caso, guarisce ogni volta che il D.S. manca … in estate poi è onnipresente!!!!! Ogni volta che c’è un problema sparisce. E allora cari sindacati cercate di fare dei criteri seri, togliete al D.S. questo potere, non serve a niente!!!!!!!”. E così continua: “Ma poi, il vicario, che responsabilità ha di così grave? Firma qualche certificato, non si assume la responsabilità di un bel niente, ogni volta che c’è qualche patata bollente si assenta o sta ore al telefono con il D.S. a chiedere cosa deve fare e cosa deve dire!!!!! Sono tutti così, non vogliono responsabilità, ma solo i soldini.
Fosse per le responsabilità non ci sarebbero vicari!!!”. I punti esclamativi corrispondono a quelli messi da chi ha scritto la nota. Alla fine, Polibio ha trascritto soltanto 3 dei 22 punti esclamativi esistenti l’uno dopo l’altro nella nota. E così conclude chi lavora “in segreteria: “Tocco con mano quello che ho scritto. La rabbia più grande è che i docenti, per opportunismo (permessi, orario libero, giorno libero …), pendono (per fortuna non tutti) dalla sua bocca. Svegliatevi o meglio siate obiettivi ogni tanto”.Polibio, al di là del contenuto alquanto drammatico ed esasperato della nota appena trascritta, ritiene che – soprattutto in questo particolare momento di profonda crisi economica e della disoccupazione che caratterizza il mondo della scuola, e che ha reso disoccupati decine di migliaia di insegnanti – tutte le risorse del fondo d’istituto (per supplenze, per attività integrative, per progetti in orario pomeridiano) debbono essere destinate ai docenti precari. D’altra parte, a svolgere determinati compiti per il miglior funzionamento delle scuole (comprese le collaborazioni interne, se assolutamente necessarie, nella gestione della scuola) ben possono essere le cosiddette funzioni strumentali (retribuite con fondi aggiuntivi). Comunque, in orario diverso rispetto a quello dell’attività didattica individuale. Evitando di interromperla e di lasciare gli alunni in aula.Evitando altresì quello che purtroppo si è verificato in una scuola, nella quale capitava che le ore dell’attività “extracurricolare”, retribuite, venivano svolte “durante” le ore della programmazione didattica settimanale (“retribuita” in quanto facente parte dello stipendio mensile). E capitava anche che l’insegnante incaricato del progetto sportivo (calcio) accompagnava gli alunni della squadra di calcio a giocare la partita e, invece di rinviare ad altra giornata le ore regolarmente retribuite per l’attività didattica (stipendio mensile), incamerava la retribuzione per le ore del progetto. Doppia retribuzione per due attività, ma soltanto una delle due svolta.Una scuola nella quale, al di là delle assenze di chi aveva la funzione di dirigerla, con indennità assegnate al “vicario-padrone” che faceva il bello e il cattivo tempo, e risultava assegnatario di diversi progetti interni ed esterni alla scuola tutti retribuiti (e c’è voluto del tempo e con esso un deciso impegno di un gruppo di docenti assolutamente contrari alla violazione delle norme contrattuali e alla scorrettezza comportamentale per abbattere il muro della clientela e dell’arraffa arraffa), c’era questo e di più. Sostanzialmente, una scuola “parecchio allegra”. Tra gli insegnanti c’era anche chi “poteva” assentarsi per due settimane consecutive (“ottenendo” l’applicazione del comma 9 dell’articolo 13 e del comma 2 dell’articolo 15 del Contratto collettivo nazionale di lavoro), destinate a una lunga già all’estero, durante le quali gli alunni venivano distribuiti in altre classi, oppure venivano affidati a un’insegnante di quelle in compresenza in altre classi e addirittura a un’insegnante di sostegno che lasciava altrove, violando precise disposizioni, l’alunno diversamente abile che le era stato affidato.
E c’era, in un’altra scuola, la “libera uscita” di un folto gruppo di dipendenti durante l’orario di lavoro. A “disperdersi” per negozi e per altri ambienti, vicini e lontani. Una scuola caratterizzata anche dalle numerose caselle vuote nel registro di protocollo, “destinate” ad una futura utilizzazione, addirittura riempite, anche a distanza di sei mesi, con propria scrittura, da persona assunta in servizio nei mesi successivi. E caratterizzata, altresì, dalla presenza di un consigliere comunale, assistente amministrativo in quella scuola, che “utilizzava” i locali della scuola per ricevervi gli elettori e il telefono della scuola per le sue telefonate in arrivo e in partenza. Nella scuola, particolarmente allegra, del “vicario-padrone” venne il giorno in cui, a seguito di “discordie” dai motivi rimasti sconosciuti, la dirigente scolastica “decise” di escludere quel “collaboratore”, e procedette ad assegnare la nomina di primo collaboratore (non nominando il secondo collaboratore) a un’insegnante. La quale, di fronte alle responsabilità che le derivavano dall’assenza della dirigente scolastica, e ben a conoscenza delle irregolarità esistenti, di “permise” di preparare una circolare, ovviamente da sottoporre all’attenzione e alla firma della dirigente subito dopo il ritorno a scuola.I punti concernenti la disposizione di servizio avevano la finalità di eliminare i “riflessi negativi nei confronti dell’istituzione scolastica”. Il primo punto riguardava la “puntuale presenza a scuola per assicurare l’accoglienza e la vigilanza degli alunni”. Pertanto: firma degli insegnanti sul registro delle presenze seguita dall’indicazione dell’orario di ingresso a scuola; autorizzazione a uscire anticipatamente dalla scuola con cedolino certificatorio da allegare successivamente al registro delle firme; recupero, nei due mesi lavorativi successivi, dei permessi orari usufruiti; presenza dei docenti e vigilanza degli alunni durante le attività didattiche; nessuna riunioni di docenti, interrompendo arbitrariamente le attività didattiche; vigilanza sugli alunni che restano in aula durante l’assenza breve dell’insegnante, da assegnare a un collaboratore scolastico; assolutamente vietata la presenza di estranei in aula durante l’orario delle attività didattiche e/o quella di persone estranee che sostituiscono i docenti momentaneamente assenti; modalità per sopperire alle esigenze didattiche più immediate in assenza di docenti, segnando in un apposito registro le sostituzioni e l’assegnazione degli alunni ad altra classe e ad altro insegnante; affidata all’attenzione del Dsga la presenza in servizio del personale Ata; esclusa la presenza di estranei e di incompatibili con le attività amministrative negli uffici di segreteria anche per il rispetto delle disposizioni che riguardano la privacy; rispetto delle norme contrattuali per quanto concerne le assenze e i permessi.Non durò a lungo, nel rimpianto del “vicario-padrone”, che tuttavia, benché si fosse messo a capeggiare la “sommossa” di coloro che venivano privati dei “suoi” permessi, dell’”orario libero” prima da lui “non riscontrato”, del “giorno libero” a “piacimento”, e nonostante la breve permanenza nella carica di primo collaboratore dell’insegnante che era stata nominata per sostituirlo, non “recupererò” la funzione perduta. Attenzione: non di tutta l’erba un fascio. Polibio ha conosciuti eccellenti vicari e collaboratori di dirigenti scolastici, assolutamente competenti e molto apprezzati dai colleghi e dal personale Ata. Che in una competizione democratica non avrebbero esitato a eleggerli presidi. Ebbene, se proprio è necessaria la figura del vicario del dirigente scolastico, si può procedere con la sua democratica elezione, tuttavia senza alcun compenso e senza riduzione dell’attività didattica. Nelle facoltà universitarie e nei dipartimenti, il vicepreside e il vicedirettore del dipartimento non ricevono alcun compenso, né possono minimamente ridurre la loro attività didattica. Sono onorati di svolgere quella funzione e spesso rappresentano un prezioso punto di riferimento e di collegamento tra i docenti (anche quelli che hanno votato per un altro collega) e il preside o il direttore di dipartimento. In Germania, ma anche in altri Stati europei, il preside è eletto (e rimane in carica per un determinato periodo), riceve un esiguo compenso in aggiunta allo stipendio, è soltanto parzialmente esonerato dall’insegnamento. D’altra parte, il preside, ovvero il dirigente scolastico, ha un preciso dovere: essere presente a scuola ogni giorno, potendosi allontanare soltanto ed esclusivamente a seguito di convocazioni ufficiali (direttore generale dell’Ufficio scolastico provinciale, sindaco e/o assessore all’istruzione del Comune nel quale ha sede l’istituto scolastico).
Polibio ribadisce che tutte le risorse del fondo d’istituto debbono essere destinate all’occupazione dei docenti precari e dei docenti disoccupati. Nelle forme e nei modi che ben possono essere definiti. Soprattutto perché non è umanamente possibile che chi lavora possa ottenere altro lavoro e altre retribuzioni, e chi non lavora deve continuare a essere disoccupato e privo del benché minimo stipendio.D’altra parte, se andiamo a leggere il Contratto collettivo nazionale di lavoro, l’articolo 34, nell’unico suo comma, recita che il dirigente scolastico “può” avvalersi, nello svolgimento delle proprie funzioni organizzative e amministrative, di docenti da lui individuati ai quali possono essere delegati specifici compiti. E che “tali collaborazioni sono riferibili a due unità di personale docente retribuibili, in sede di contrattazione d’istituto, con i finanziamenti a carico del fondo per le attività aggiuntive previste per le collaborazioni col dirigente scolastico di cui all’art. 88, comma e, lettera e”. In effetti sin tratta della lettera f: “i compensi da corrispondere al personale docente ed educativo, non più di due unità, della cui collaborazione il dirigente scolastico intende avvalersi nelle svolgimento delle proprie funzioni organizzative e gestionali”, che “nopn sono cumulabili con il compenso per le funzioni strumentali al piano dell’offerta formativa”. Capita, ed è capitato, che, praticando strade contorte, i collaboratori del dirigente scolastico sono risultati più di due.
Le scuole possono ben andare avanti “senza” la presenza di “figure aggiuntive”, mentre il tavolo della contrattazione deve vedere due parti che si confrontano: da una parte, il dirigente scolastico; dall’altra parte, Rsu e dirigenti delle organizzazioni sindacali, e non, come purtroppo assai spesso è accaduto e accade, il dirigente scolastico da una parte e le organizzazioni tutt’altro che insieme dall’altra parte, con affiancamenti, a seconda di “interessi” reconditi (ma in definitiva non tanto reconditi), di questa e di quest’altra organizzazione sindacale al dirigente scolastico di turno.Se in definitiva l’estate è così piena di attività, allora, a parte la necessità della presenza del dirigente scolastico titolare (fatti salvi i 15 giorni di ferie obbligatorie nel periodo estivo), la soluzione è semplice: nomina del reggente per 15 giorni, aspetto che comporta peraltro non notevole risparmio. Risorse da destinare all’occupazione di chi non ha lavoro. E quindi di chi ha assoluta necessità di lavorare e di ricevere un benché minimo compenso in euro per sé e per la propria famiglia.

Polibio
fonte Consorzio AETNANET
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