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lunedì 29 agosto 2011

A Milano, e non solo, le nomine con il passaparola! Le prossime con il piccione viaggiatore o i segnali di fumo?

Foto Dino Dono
Sembra incredibile, ma purtroppo è tutto vero: a Milano, ma pare anche in altre città, le nomine in ruolo dei docenti e degli Ata vengono effettuate tramite il passaparola. Sissignore! Avete capito bene,con il passaparola. Nell'epoca di Internet si sa tutto può succedere, ma che i singoli AT non procedano alle convocazione per i ruoli mediante telegramma, questa è davvero assurdo. Così succede che alcuni chiamano con un filo di voce per chiedere quando ci sarà la convocazione per la loro classe di concorso, per poi scoprire che tale convocazione è per il giorno dopo. Con buona pace della tecnologia, credo che un momento così importante nella vita di tutti noi precari sia la messa nero su bianco. Anche perchè il rischio di caos è più che una certezza! D'accordo che siamo in tempi di crisi, ma bastava un'affrancatura a carico del destinatario, che in cambio di un posto finalmente fisso sarebbe ben felice, immagino, di dover pagare il francobollo. Povera Italia, dove andremo a finire....
S.D.

domenica 28 agosto 2011

Il Ministro delude, i sindacati illudono: la campanella per chi dovrebbe suonare?

E che ruolo hanno i sindacati, anche quelli più agguerriti nei confronti del Suo Governo, se non quello di illudere noi tutti?
Gentile Ministro Gelmini,
sono un' insegnante precaria della scuola milanese, ormai quello che vado ad iniziare sarà il 16° anno di precariato. Come da copione il mese di agosto lo passo davanti al computer per seguire nei minimi dettagli tutte le notizie dall'ufficio scolastico regionale di mio interesse, ora diventato AT di Milano.
Negli ultimi giorni le notizie si stanno affastellando sempre di più, soprattutto per quanto riguarda la nomina in ruolo, sia dai concorsi ordinari che dalle GAE, di cui faccio parte.
Proprio ieri a Milano è stato pubblicato il reale contingente ministeriale delle Graduatorie ad Esaurimento: per la mia classe di concorso, la A050, ne andranno 17 per l'elenco del 2010/2011 e 18 per il 2011/2012...ma sulla carta! Facendo una rapida comparazione tra i due elenchi, sono solo 22 dei 35 previsti che andranno di ruolo, in quanto sono gli stessi nominativi a comparire sui due elenchi distinti, quindi resteranno esclusi 13 precari!!! La mia domanda dunque ovvia è: che senso ha dare certi numeri per poi all'atto pratico vedersene propinare altri? Ed ancora, che fine faranno quei 13 posti? Da Brescia poi rimbalza la notizia che i destinatari di assunzione a tempo indeterminato non si decidono a scegliere la sede in quanto non vogliono saperne di andare fuori Milano, bloccando tra l'altro le assunzioni anche nella A043!!
Per quale motivo è stato possibile vedere avanzare orde di colleghi con millantati punteggi stratosferici? Ha ancora senso che io come altre centinaia di miagliaia di colleghi stiamo ancora a scervellarci sul come ed il quando potremo raggiungere il tanto sognato posto fisso? E che ruolo hanno i sindacati,anche quelli più agguerriti nei confronti del Suo Governo, se non quello di illudere noi tutti?
Ancora una volta mi sento oppressa da un sistema decisamente contorto ed indecifrabile...che delusione!
Lettera firmata
Una docente storica milanese

venerdì 12 agosto 2011

Assunzioni: pubblicata la circolare applicativa

fonte la Tecnica della Scuola

Tutte le operazioni si dovranno concludere entro il 31 agosto. Chi entra in ruolo sul contingente 2010/2011 può optare per il contingente 2011/2012.

Il Ministero dell’Istruzione sembra davvero intenzionato a bruciare le tappe: è di queste ore, infatti, la pubblicazione della circolare che fornisce indicazioni operative in merito al piano di assunzioni previsto dalla legge 106/2011.
La circolare annuncia che il decreto ministeriale che autorizza le 66mila assunzioni sta per essere inviato alla Corte dei Conti e che per dare avvio alle operazioni di immissione in ruolo gli Uffici regionali e provinciali dovranno attendere la pubblicazione ufficiale del provvedimento.
La circolare 73 del 10 agosto chiarisce poi che al personale beneficiario dei contratti a tempo indeterminato sarà assegnata, per l'anno scolastico 2011/12, la sede provvisoria di servizio utilizzando, ovviamente, tutte quelle disponibili sino alla conclusione del medesimo anno scolastico.
“Il numero di contratti a tempo indeterminato - precisa la CM - resta comunque subordinato alla effettiva vacanza e disponibilità del corrispondente numero di posti nell'organico di diritto provinciale”.
Le nomine sui posti di sostegno saranno perfezionate solo dopo adeguati accertamenti sulla regolarità formale e sostanziale del titolo di specializzazione.
I docenti che accetteranno un posto sul contingente disponibile per l'anno scolastico 2010/2011 non potranno conseguire ulteriori nomine, per lo stesso posto o classe di concorso, relativamente alla dotazione per l'anno scolastico 2011/2012.
La CM precisa però: “è consentito, in via eccezionale, che in caso di rinuncia a nomina sulla dotazione per l'a.s. 2010/2011, l'aspirante rimanga in posizione utile per il conseguimento di nomina per il medesimo posto o classe di concorso, relativamente alla dotazione per l'anno scolastico 2011/2012, sia per la medesima che per altra provincia”.
Il Ministero, infine, sollecita gli Uffici periferici affinchè tutte le operazioni si concludano il termine del 31 agosto 2011 come previsto dalla legge.


“Assunzioni a rischio e caos graduatorie. Altro colpo alla scuola”

Immissioni in ruolo incerte nei prossimi anni.
Cgil: presto mobilitazione.
In 30mila conquistano la cattedra, ma la «pagano» con stipendi ridotti. Dovevano essere, almeno per una parte degli oltre 230mila precari iscritti nelle graduatorie dei docenti abilitati, la fine del tunnel, e invece le 66.800 assunzioni decise dal governo, di cui solo 30.308 sono per i docenti, il resto per il personale tecnico amministrativo, si sono già trasformate nell’ennesima, crudele, lotteria. A restare fuori, per effetto dei tagli che si sono mangiati circa 140mila posti di lavoro in tre anni (89mila solo tra gli insegnanti), saranno comunque troppi. E per loro non c’è nessuna certezza, visto che le assunzioni previste per i prossimi due anni sono subordinate alle decisioni draconiane che il governo vorrà prendere sul pubblico impiego. I “fortunati”, invece, che rientreranno nella tranche di quest’anno, calcolata sui posti vacanti al netto dei tagli decisi negli scorsi anni, pagheranno comunque l’assunzione una diminuzione del salario e dei diritti, dal momento che (per effetto dell’accordo, che la Cgil ha rifiutato di siglare) il primo scatto di anzianità lo vedranno dopo otto anni, invece che dopo tre e perderanno così in busta paga dai 43 ai 48 euro al mese. Ammesso però che il caos delle doppie graduatorie, da cui il Ministero, su diktat della Lega, ha deciso che si attinga, non finisca per bloccare tutto. Si capisce che l’attesa tra gli aspiranti docenti a tempo indeterminato, sia tutt’altro che serena. «Se non mi assumeranno quello che verrà per me sarà il settimo anno di precariato», racconta, tanto per dare un’idea del paese reale, Miriam Petruzzelli,35 anni, che fa l’insegnante di sostegno a Milano, dove si è trasferita 8 anni fa, da Bari. La sua è una storia esemplare, per tante ragioni. Per esempio, perché a settembre scorso Miriam poteva scegliere un incarico annuale fino al 31 agosto e invece ha preferito accettare un incarico fino al 30 giugno, rinunciando a due mesi di stipendio, a 1300 euro al mese, per non abbandonare il ragazzino che aveva seguito l’anno precedente. Continuità didattica. La dovrebbe assicurare lo stato. «Ma qui lo stato siamo noi», si schernisce, con una punta d’orgoglio, Miriam, che adesso si ritrova senza neppure i soldi per fare le vacanze. «Sto con i miei a Bari, vacanza low cost». Pazienza, purché poi arrivi almeno l’assunzione. Miriam nella nuova graduatoria, decisa dopo che la Corte Costituzionale ha dichiarato illegittime tutte quelle precedenti, è numero 54. Ma la Lega ha voluto che il ministero riesumasse anche l’altra. Quella in cui i precari che (e tra questi molti che al sud, per via dei tagli, hanno perso lavoro) avevano fino a quel momento insegnato in un’altra provincia potevano aggiungersi anche ad altre graduatorie ma solo in coda. Ricorsi, sentenze del Tar e, infine, il pronunciamento della Corte Costituzionale l’avevano messa fuori gioco. La Lega ha preteso che almeno 10mila posti fossero assegnati su quella graduatoria. E però nessuno sa al momento come, se tenendo conto delle sentenze del Tar o meno. Quindi: «Se, come spero, verrò chiamata da tutte e due le graduatorie – ragiona Miriam -, sceglierò la nuova, perché con la vecchia rischio una valanga di ricorsi». Il puntoè che «per trentamila precari assunti, ci sono altrettanti e molti più che continueranno a mandare avanti la scuola con le supplenze», osserva il deputato Pd Giovanni Bachelet: «Vanno ridefiniti gli organici visto che ogni anno circa centomila precari vengono utilizzati per supplenze annuali o fino al termine delle lezioni». Anche Francesca (chiede l’anonimato), che quest’anno compie quarant’anni e da quindici anni fa la maestra precaria a Napoli, spera di essere chiamata. «Ma ho fatto domanda a Parma, perché a Napoli i posti non ci sono». In Campania – spiega – le nuove assunzioni saranno 2600, ma per l’80% saranno destinate a insegnanti di sostegno. «Briciole, visto che invece i tagli, che da noi sono stati particolarmente severi, hanno cancellato 12mila posti di lavoro in tre anni». «Con la macelleria sociale che ha annunciato oggi Tremonti, ci sono tutte le condizioni perché a settembre parta dalla scuola una mobilitazione senza precedenti, che vedrà insieme pubblico impiego, movimenti e studenti », avverte Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc Cgil: «Non ho capito perché in questo paese non possono pagare i ricchi attraverso la patrimoniale. Mentre il peso della crisi si scarica tutto sui salari dei lavoratori dipendenti, sulla scuola e sul welfare». Altro che la scuola al riparo dai tagli. Bene le 67mila assunzioni: «Sono il frutto della mobilitazione, ma contrabbandarle in cambio di un peggioramento delle condizioni salariali è inaccettabile», attacca, ricordando che, a queste condizioni, la Cgil si è rifiutata di siglare l’accordo. E ora si prepara alla battaglia d’autunno. Sulle assunzioni future, 29 mila il prossimo anno e quello successivo, per coprire il turn over, non c’è nessuna certezza, denuncia. Dipenderanno da ciò che deciderà il governo sulle pensioni e sul turn over. E anche quelle già decise, tra ricorsi e illegittimità, saranno un terreno caldissimo. «Il ministero – dice Pantaleo – deve dire chiaramente quali dovranno essere i criteri per le immissioni in ruolo, l’impressione è che abbia subito una scelta imposta dalla Lega e che ora voglia scaricare tutto sugli uffici regionali, ma questo non è possibile».

Fonte L’Unità del 12/08/2011 -
di Mariagrazia Gerina