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giovedì 16 dicembre 2010

In arrivo l'indennità di vacanza contrattuale ai supplenti della scuola

IUniScuoLa: Ecco il messaggio 170 del 15 dicembre 2010-Service Personale Tesoro
Oggetto: Applicazione vacanza contrattuale Comparto Scuola anno 2010/2011.
Si informa che con lavorazione del 6 dicembre 2010 questa Direzione ha provveduto all’applicazione dell’indennità di vacanza contrattuale relativa all’anno scolastico 2010/2011 per il personale non di ruolo appartenente al Comparto Scuola, erroneamente non riattribuita dall’inizio dell’anno scolastico.
Si riepilogano gli interventi effettuati in applicazione della suddetta lavorazione:

  • sono stati adeguati gli stipendi dal mese di gennaio 2011 con il codice 888/xxx relativo all’indennità in oggetto;
  • sono stati calcolati gli arretrati dall’inizio dell’anno scolastico, considerando anche più periodi relativi allo stesso dipendente;
  • gli importi di arretrato spettanti in applicazione della lavorazione sono stati registrati con il codice 4CK – arretrati vacanza contrattuale –.
    IL DIRIGENTERoberta LOTTI

mercoledì 8 dicembre 2010

La Walkiria scuote Milano «No ai tagli, salviamo la cultura»

«I proletari del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo guardano la città dall'alto del nuovo museo del Novecento. Chissà se Milano sta cambiando stagione?»

La cultura non si mangia e con la Divina Commedia non ci si riempie la pancia, ci ammonisce severamente il ministro Giulio Tremonti.
Però, come diceva il vecchio Lawrence Ferlinghetti, l’arte ha un «potere eversivo » che a volte scuote persino animi e platee assopite, più abituate all’happy hour e al circolo del bridge che non a pronunciamenti giacobini.
Fuoco, fiamme, lapilli e lava, la Walkiria di Richard Wagner ha scaldato i cuori della Scala, nella tradizionale «prima» di sant’Ambrogio, ma molto di più ha fatto il maestro Daniel Barenboim quando alle ore 17 in punto, vestito tutto di nero, in un look assai esistenzialista, è apparso solo sul palco, in un cono di luce. Poche parole, un appello per salvare la cultura, per evitare i tagli imposti dal governo. Un intervento breve chiuso ricordando l’articolo 9 della Costituzione che impegna la Repubblica a promuovere la cultura, la ricerca scientifica, a tutelare il patrimonio artistico.
Un forte applauso e poi è partito l’Inno nazionale Fratelli d’Italia con il presidente Giorgio Napolitano,il più acclamato della serata dentro e fuori il teatro, in piedi sul palco reale accanto al sindaco Letizia Moratti che si è portata il marito petroliere Gian Marco, generoso finanziatore della sua prossima campagna elettorale.
UN MESSAGGIO FORTE
Come spesso è accaduto nella storia della Scala anche questa «prima» è stata l’occasione per comunicare all’opinione pubblica, ai cittadini, alle istituzioniun messaggio che travalica il grande appuntamento musicale.
La Walkiria ha veicolato la protesta e la preoccupazione di attori, cantanti, musicisti, teatri e collettivi artistici, degli studenti di Brera che si sono ritrovati in piazza della Scala assieme agli immigrati della ciminiera di via Imbonati, ai lavoratori precari, a rappresentare un bel pezzo d’Italia per nulla garantita ma poco disposta ad abbassare la testa.
Il messaggio di Barenboim è arrivato subito a segno, ha colpito in platea e fuori, nei palazzi del potere. Tutto il mondo berlusconiano, nei saloni del Piermarini, si è premurato di esprimere una critica elegante ma esplicita alla riduzione delle risorse per la cultura. Il sindaco Moratti chiede un ripensamento, Bruno Ermolli, consulente della Fininvest e selezionatore di uomini per conto di Berlusconi, invita Bondi a non tagliare i fondi alla Scala. Già, e il ministro dov’è finito?
BONDI, DOV’È BONDI?
Bondi, attaccato da tutte le parti, è comprensibilmente a disagio, non si fa vedere a Milano, forse teme contestazioni. Il ministro, però, fa sapere di esser rimasto a Roma per votare la finanziaria come deve comportarsi un vero fedelissimo della maggioranza. Ma, allora, cosa ci fanno a teatro il ministro Paolo Romani e la sua collega di governo Michela Brambilla che arriva in colpevole ritardo insieme alla esuberante soubrette Valeria Marini («La Walkiria in tedesco? - sospira - Sì me l’hanno detto, mi sono fatta spiegare la storia, però »)?
Il sovrintendente Stephane Lissner commenta amaro: «Bondi? Avrà altro da fare». Poi precisa di non voler far polemiche,ma intanto si sono già mossi i vari Quagliarello, Gasparri e il leggendario Capezzone a difesa del maltrattato ministro. Le cinque ore della Walchiria scorrono via con qualche sofferenza per i neofiti, e l’amminstratore delegato dell’Eni, Paolo Scaroni, il main sponsor del teatro, si è arrabbiato per la lunghezza e il testo in tedesco, poco adatto ad ospitare principi, emiri e odalische del petrolio. Ma, per l’anno prossimo, per le celebrazioni dell’unità d’Italia un bel Verdi o un Rossini non ce li toglie nessuno.
La serata si chiude con Napolitano che incontra una delegazione di lavoratori del teatro e poi, dopo applausi e fiori, tutti a mangiare il risottino. A pensarci bene, quest’anno il Sant’Ambrogio non è andato male. Il comune ha assegnato l’Ambrogino, tra gli altri, a chi si impegna nella solidarietà con i rom e a Maria Sciancati, leader della Fiom di Milano, che ha dedicato il riconoscimento «alle lavoratrici e ai lavoratori metalmeccanici».
Poi Albertini ha detto che si ricandida, creando il panico nel centrodestra.
E, infine, i proletari del Quarto Stato di Pellizza da Volpedo guardano la città dall’alto del nuovo museo del Novecento. Chissà se Milano sta cambiando stagione?
L’Unità 08.12.10 - Rinaldo Gianola

lunedì 6 dicembre 2010

«Almeno lei, Direttore, sarà in grado di darmi risposte oggettive e valide ai miei quesiti?»

Riceviamo e volentieri pubblichiamo lettera di un precario indirizzata all'Inps di Milano
«Gentile Direttore, vorrei portarla a conoscenza di una grave mancanza nei confronti della sottoscritta da parte della sede Inps di cui Lei è a capo, nonché di un grave episodio perpetrato sempre nei miei confronti da un impiegato dello stesso ufficio di Piazza Missori 8 di Milano.
Sono un’insegnante precaria, con contratto a T.D. in scadenza al 30 giugno 2010. Nel corso dell’a.s. 2009/2010 ho avuto il prolungamento del contratto, in quanto membro esterno dell’esame di Stato fino al 07/07/2010 presso l’Istituto Artemisia Gentileschi, via Natta 11 di Milano.
In data 8/07/2010, finite le operazioni relative all’esame di Stato, mi sono recata, previo appuntamento, presso lo sportello Inps appositamente allestito presso l’Istituto Gentileschi, dove ho provveduto a consegnare tutta la documentazione richiesta per ottenere il sussidio di disoccupazione, ricevendone in cambio l’attestazione dell’avvenuta consegna, come da fotocopia da me allegata alla presente raccomandata.
Non avendo ricevuto alla data del 29/08/2010 alcun compenso di sussidio di disoccupazione, il giorno 30/08/2010 ho telefonato alla sede Inps di Milano Missori per avere chiarimenti in merito, ed un impiegato mi ha risposto di rinviare per via telematica la domanda di disoccupazione, dicendomi – su mia espressa domanda - che sarebbe stata valida la documentazione precedentemente prodotta in data 8/07/2010.
Intorno alla metà di ottobre ho ricevuto una lettera della sede Inps di Milano Missori in cui mi si annunciava un pagamento di euro 347 euro a fronte della domanda di disoccupazione pervenuta in data 31/08/2010.
Non avendo ancora ricevuto nulla delle somme dovute relative ai mesi di luglio ed agosto per tutto il mese di ottobre, in data 11/11/2010 mi sono recata presso gli uffici di Milano Missori, piazza Missori 8, e l’impiegato dello sportello 4 mi ha invitata a tornare un’altra volta con il numero del mio personale Pin, con il quale risultava da terminale che la documentazione era stata effettivamente prodotta in data 8/07/2010. In data 22/11/2010 mi sono quindi nuovamente recata in piazza Missori 8 allo sportello 4 della sede Inps e lo stesso impiegato ha esordito negando di avermi mai potuto dire di portare il numero del Pin, per questioni legate alla privacy; al che gli ho detto che, se fosse stato un problema di privacy, il numero del Pin l’avrei digitato io al Pc. Dopo essersi allontanato per andare a consultare altri colleghi sul da farsi, è ritornato dicendo, testuali parole “Il suo è un caso noto…avendo compilato un’altra domanda ai nostri terminali risulta solo l’ultima domanda del 31/08/2010, pertanto l’indennità non le verrà corrisposta per il periodo precedente”.
Visibilmente provata da queste parole, ho esclamato “ se lei mi sta dicendo queste cose qualcuno dovrà pur rendermene conto”. L’impiegato mi ha immediatamente ripresa dicendo “basta che non mi metta di mezzo, altrimenti devo chiamare la guardia”- Stupita, ma ancora più avvilita per quest’affermazione, ho fatto per andarmene e lui, sempre lo stesso impiegato dello sportello 4, mi ha accompagnata sorridendomi in una maniera che mi è sembrata ancora più beffarda augurandomi “buona giornata”, che mi è risultata ancora più insultante visto come tale frase è stata espressa.
Premesso che la domanda è stata reinviata a tale ufficio una seconda volta su suggerimento di questa sede Inps, in assoluta buona fede da parte della sottoscritta e previa assicurazione da parte della persona che aveva ricevuto la telefonata che sarebbe stata tenuta valida la documentazione presentata in data 08/07/2010, che in seguito la sottoscritta si è recata per almeno 2 volte presso la stessa struttura di piazza Missori 8 e per altrettante volte la sottoscritta si è vista respingere le richieste di spiegazioni plausibili, trovo assolutamente ed estremamente inaccettabile che certi impiegati si permettano di proferire certe frasi, mancando di rispetto prima di tutto un essere umano, e per di più una lavoratrice che non chiede altro che vengano rispettati i propri diritti, in questo caso l’indennità di disoccupazione.
Resta comunque il fatto che dall’8 luglio 2010 al 31 agosto 2010 la suddetta sede Inps non ha provveduto al pagamento dovuto delle somme spettanti, compiendo dunque una pesante inadempienza.
Vorrei inoltre che qualcuno mi desse spiegazioni sul perché mi sia stato suggerito di riformulare la domanda dandomi espressamente garanzie sulla validità della documentazione prodotta in precedenza. Ed infine per quale motivo l’impiegato prima mi ha suggerito di portare il numero del Pin per poi successivamente negare di avermi dato tale suggerimento, peraltro minacciando di chiamare la guardia? Almeno lei, Direttore, sarà in grado di darmi risposte oggettive e valide ai miei quesiti?
In relazione a tutto quanto finora esposto, la sottoscritta chiede che le vengano corrisposte le somme dovute per il periodo luglio – agosto 2010.»
lettera firmata